Gay & Bisex
Sei gay
Kimboy74
05.02.2026 |
784 |
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In quel momento, un ragazzo di colore passò accanto a loro, venendo dalla cucina..."
I ricordi di Marco si fermarono lì, nella doccia della palestra. Le parole del suo amico risuonavano ancora nella sua testa: "Sei gay, lo sai vero?"Marco scosse la testa con veemenza. "Impossibile! Non sono gay!" aveva gridato, ma le sue parole suonavano vuote persino alle sue orecchie. Dentro di sé, sapeva che il suo amico aveva ragione. Sin da quando era bambino, i cazzi erano sempre stati la sua ossessione.
Ricordava ancora la prima volta che aveva visto il cazzo di suo cugino. Era enorme, molto più grande del suo. E lui aveva provato un desiderio così forte di averlo dentro di sé che non aveva esitato a masturbare suo cugino fino a fargli raggiungere l'orgasmo.
Anni dopo, era successo di nuovo. I suoi vicini lo avevano fatto spogliare e si erano masturbati davanti a lui. E anche allora, lui aveva provato attrazione per loro. La sua prima volta era stata con un uomo, un tipo che aveva incontrato al porto. Gli aveva detto che non doveva avere paura, che ancora era piccolo e probabilmente non aveva mai sborrato. E aveva ragione. Quando quel tipo lo aveva scopato, era stato così bravo che lui aveva raggiunto l'orgasmo per la prima volta. E da allora, era stato tutto un susseguirsi di cazzi che lo cercavano e gli volevano entrare dentro .
Ma poi era successo qualcosa. Una sorta di illuminazione. Marco si era reso conto che la sua sessualità non era sbagliata. Che essere gay non era una scelta, ma una condizione. E che, se davvero voleva essere felice, doveva accettarsi per quello che era.
Così aveva deciso di affrontare la verità e di dire a tutti chi era veramente. Aveva confessato a sua madre di essere gay e lei lo aveva abbracciato, dicendogli che non importava quello che gli altri potevano pensare o dire. Che lei lo avrebbe sempre amato e sostenuto.
E ora, mentre si guardava allo specchio, Marco sorrise a se stesso. Era fiero di essere gay. Era fiero di essere se stesso. E sapeva che, qualsiasi cosa la vita gli avesse riservato, lui sarebbe stato pronto ad affrontarla a testa alta. Era nervoso mentre bussava alla porta di casa del suo migliore amico, Luca. Ma sapeva che era ora di affrontare la verità e dirgli che era gay. Con un respiro profondo, aspettò che Luca aprisse la porta.
Quando finalmente la porta si aprì, Luca sorrise. "Ehi, entra pure! Come stai?" disse, invitandolo a entrare. Marco lo seguì dentro casa, sentendo il battito del suo cuore accelerare.
Una volta seduti in salotto, Marco decise di prendere il coraggio a due mani e confessò a Luca di essere gay. Si aspettava una reazione negativa, ma invece Luca gli disse: "Lo avevo capito, sai? Ma non volevo dirtelo se non ne sentivi il bisogno."
Marco si sentì sollevato. Era così bello avere un amico che lo capiva e lo accettava per quello che era. "Grazie per non aver detto nulla," disse, sorridendo. "Significa molto per me."
Luca ricambiò il sorriso. "Siamo amici, no? Non c'è nulla che tu non possa dirmi."
In quel momento, un ragazzo di colore passò accanto a loro, venendo dalla cucina. Era il cuoco che lavorava lì. Luca lo seguì con lo sguardo, mordicchiando il labbro inferiore. "Che figo!" disse sottovoce, quasi fra sé e sé.
Marco si accorse di come il suo amico stava fissando il cuoco e si rese conto che anche lui provava attrazione per lui. Prima che potesse pensarci troppo su, Luca gli prese la mano e lo portò in cucina.
Una volta lì, il cuoco era intento a preparare qualcosa al fornello. Luca non perse tempo e spinse Marco sul tavolo, facendolo mettere a 90. Il cuoco si voltò e vide la scena, ma continuò a fare il suo lavoro come se nulla fosse.
Luca tirò fuori un tubetto di burro dal frigo e lo usò come lubrificante. Iniziò a inculare Marco con foga, senza nessun tipo di preliminare o gentilezza. Marco sentì dolore, ma anche un certo piacere misto alla sorpresa di vedere il suo amico comportarsi in quel modo.
Mentre Luca continuava a incularlo, si accorse che il cuoco si stava masturbando, guardando la scena. Marco sentì il sangue salirgli alle guance, imbarazzato da quell'assurdità. Si era aspettato amicizia e comprensione da parte di Luca, ma invece aveva ottenuto solo una scopata veloce e dolorosa in cucina.
Con un gemito, Luca raggiunse l'orgasmo dentro di lui. Si tirò su i pantaloni e gli diede una pacca sul sedere, sorridendo. "Ci vediamo dopo," disse, uscendo dalla cucina come se nulla fosse successo.
Marco rimase fermo lì, con il sedere dolorante e la mente piena di domande. Si tirò su i pantaloni e tornò a casa, confuso e ferito da ciò che era successo. Si rese conto che la vera amicizia era più difficile da trovare di quanto pensasse.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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